presepe missionario Chioggia - Villaregia - Perù

Il Natale, il presepre, e la solidarietà dei bambini oltre le frontiere.  P. Roberto, Elisabetta e Oriana, missionari della cmv, ci raccontano l'incontro con i bambini della scuola elementare “Caccin” di Chioggia.  Una testimonianza che ci aiuta a prepararci per il Natale. 


"Dal 20 al 25 novembre 2018, abbiamo vissuto una settimana di animazione comunitaria e missionaria nella parrocchia del Buon Pastore e di Santo Spirito a Sottomarina – Chioggia.

La riflessione che ha guidato i nostri incontri è stata: “Essere persone di Parola”, che era lo slogan che la Parrocchia stessa ha scelto per poterla vivere durante l’anno pastorale.

Abbiamo gioito nel vedere tanta disponibilità da parte dei laici che hanno assunto la settimana missionaria e comunitaria prima e durante l’evento!

Molti fratelli hanno condiviso il proprio desiderio di impegnarsi ancora di più nell’annuncio del vangelo, nel luogo in cui vivono e aprendo il proprio sguardo al mondo con il desiderio di essere “Persone di Parola”.

Ringraziamo Dio anche per l’esperienza che abbiamo vissuto negli incontri con gli operatori di pastorale, con i genitori e con i giovani.

Sono stati speciali gli incontri con le maestre, i professori ed i ragazzini delle scuole che abbiamo visitato, e con gli stessi ragazzini incontrati nel catechismo.

Sicuramente resterà indelebile la gioia dei bambini delle elementari, il loro desiderio di poter fare qualcosa per i propri coetanei che vivono nella povertà, il loro entusiasmo nel rendere partecipi i genitori e addirittura le proprie maestre ed i compagni che non hanno avuto la possibilità di incontrarsi con noi in modo diretto.

Raccontiamo un’esperienza che ci ha impressionato positivamente e che riguarda i bambini delle scuole elementari.

Siamo arrivati il martedì mattina e subito siamo andati, accompagnati dal parroco, don Antonio Chiereghin, nella scuola elementare “Caccin”. Lì, abbiamo potuto incontrare le quinte elementari.

Abbiamo parlato ai bambini della situazione del mondo, della povertà che in tanti Paesi si vive e che purtroppo porta alla morte, mentre in altri posti, siamo così abituati ad avere tante cose che, quasi, non valorizziamo ciò che abbiamo, rischiando addirittura di sprecare!

Abbiamo fatto vedere una baracca in cui ancora oggi tanti nostri fratelli di Lima, sono costretti a vivere. Essendo a Chioggia, che in dialetto si dice “Ciosa”, non sapevamo se dire ai bambini che la baracca peruviana si chiama “choza”, che si legge ciosa! Abbiamo rischiato e lo abbiamo detto, prevedendo uno “scroscio di risate” che avrebbero in qualche modo distrutto il clima profondo che si era creato. Quando lo abbiamo detto, qualcuno ha fatto un sorrisino, qualcuno ha fatto qualche commento simpatico, ma la maestra, “cogliendo la palla al balzo” ha detto: “Ma guarda, potremmo fare un bel gemellaggio! Noi che viviamo a Ciosa, potremmo aiutare chi vive nella choza!” Una battuta che ha ristabilito il silenzio e l’ascolto.

 


Choza: casa di stuoia a Lima – Perù –

 

Dopo l’incontro con la prima classe, molto attenta e partecipativa, si è avvicinato un bambino con il suo quaderno, chiedendo come si scrivesse “ti voglio molto bene” in spagnolo. P. Roberto ha scritto nel suo quaquaderno, la traduzione: “Te quiero mucho”. Alla fine, salutando la maestra, abbiamo detto che se i bambini lo desiderassero, potevano scrivere una letterina o fare un cartellone che poi noi avremmo inviato in Perù. La maestra ci ha detto: “Si sono già organizzati!” Le avevano chiesto infatti dei fogli per poter scrivere qualcosa ai propri coetanei. Durante l’ora successiva, mentre eravamo in un’altra classe, è arrivata la maestra con alcuni bambini, portandoci il risultato del loro lavoro ed una scatola di quaderni, penne, matite ed altro materiale scolastico che gli stessi bambini hanno desiderato donare, in modo spontaneo.

Intanto, nel pomeriggio ci siamo incontrati con una settantina di bambini della quarta elementare nel catechismo. Anche questi bambini sono stati così attenti e partecipi che il giorno dopo, alcuni di loro, andando a scuola, hanno portato nella propria classe la foto della baracca peruviana che avevamo loro dato, comunicando alla maestra ciò che avevano visto e ascoltato. La maestra ha chiesto a loro di dire ai propri compagnetti la loro esperienza, e di insegnare anche il canto che avevamo insegnato e ,alla fine, ha proposto di appendere in una parete dell’aula la foto della choza per ricordarsi che nel modo esistono ancora oggi persone che non hanno il sufficiente per vivere.

Davvero i bambini, nella propria semplicità, sono “contagianti!” Attraverso di loro siamo entrati anche in quelle classi delle scuole elementari che non era in programma che potessimo incontrare!

“Terminata la settimana missionaria”, (lo mettiamo tra virgolette, in quanto sembrava terminata!), dopo alcuni giorni, una maestra ci invia un messaggio dicendo: “Dopo lincontro della settimana scorsa, noi maestre delle quinte elementari, abbiamo sentito il desiderio di vivere il momento del Natale basandolo sul tema dell’incontro: un gemellaggio tra Ciosa e choza (come scherzando avevo detto durante il vostro intervento a scuola). Volevamo chiedere se avete del materiale da condividere con noi: canzoni in lingua spagnola da poter far cantare ai bambini, notizie su come vivono il Natale i bimbi di Lima ...”

Così ci siamo attivati ed il giorno dopo ci siamo incontrati con le maestre ed abbiamo fatto un piccolo progettino.

Intanto le maestre si sono attivate per fare un “presepio missionario”: Da Ciosa a choza!

 


Presepe nella scuola Caccin: Da Ciosa a choza

 

La settimana dopo ci siamo incontrati di nuovo con i quasi 70 alunni per insegnare loro un canto peruviano con gli strumenti tipici del luogo e la danza che lo accompagna. I bambini sono stati davvero molto bravi imparando da subito tutto!

Il 21 dicembre alle 18,30 nel teatro della parrocchia del Buon pastore, i bambini saranno contenti di vivere questo momento natalizio come incontro tra i bambini di Ciosa che si incontrano con il Bambino Gesù che continua a nascere ancora oggi nella povertà della Choza. Lo vivremo insieme alle maestre ed ai loro genitori, con la gioia di vedere che il cartellone i doni che gli stessi bambini hanno portato per i loro coetanei meno fortunati di loro sono partiti con un conteiner che abbiamo caricato e spedito la settimana successiva per il Perù!

 


Invio del conteiner per il Perù con i doni dei bambini ed il cartellone fatto da loro.
Nella foto: la missionaria Elisabetta Fabbri e il missionario P. Roberto Atzeni.

 

Ci sembra di poter dire che, in un certo modo, abbiamo sperimentato che nelle piccole cose possiamo “essere persone di parola”: l’amore che sentiamo per l’altro, non rimane solo parola ma si concretizza nei fatti!

    

Chiediamo a Gesù, che è La Parola dell’Amore di Dio che si è fatta carne, concreta, palpabile, che entri nel nostro cuore e nelle nostre case e ci aiuti a crescere nel nostro desiderio di “essere persone di parola!”

    

Auguriamo a tutti un vero e gioioso Natale di Fraternità e di Amore!"

 

P. Roberto Atzeni, Elisabetta Fabbri, Oriana Santi, e tutta la Comunità di Villaregia


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