Le iniziative della sede bolognese della Comunità Missionaria di Villaregia per la Giornata Mondiale dei Poveri. Due giorni di testimonianza e di incontro


La dimensione della reciprocità, la condivisione, lo spirito missionario. Sono i temi sui quali si svilupperanno gli appuntamenti della Comunità di Bologna per la seconda Giornata mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco. Non della povertà in termini astratti, dunque, ma dei poveri, cioè persone concrete. Per cui la Comunità ha organizzato iniziative che sono per tutti un invito a incontrare il povero, a condividere con lui anzitutto il tempo dell’accoglienza e dell’ascolto, la mensa e i suoi bisogni.

Sabato 17 novembre alle ore 15.30 a Vedrana, presso nella sede di via Croce di Vedrana, è previsto un incontro dal titolo “Accogliere o respingere? #DECRETOSICUREZZA”: padre Luca Vitali dialogherà con gli avvocati Carmen Zuffa e Luca Cardi.

Si tratta di uno degli incontri in calendario per la Scuola della Missione che, per ricordare la Giornata dei Poveri, sarà aperto a chiunque voglia partecipare al dibattito sull’accoglienza nel nostro Paese.

 

Al termine dell’incontro, padre Amedeo Porcu commenterà il messaggio del Papa; a seguire la Santa Messa delle 19.


Domenica 18, insieme ad altre realtà sociali del territorio bolognese, la Comunità ha organizzato il pranzo sotto le volte della Parrocchia San Lorenzo a Budrio, condividendo la mensa eucaristica e il pranzo con chi si trova in situazione di difficoltà, solitudine o bisogno ma anche con tutte le persone che vorranno partecipare per riunirsi nel segno della solidarietà, dell’amicizia e della fratellanza.

Durante il pranzo in Chiesa Fawad e Raufi, un giovane afgano fuggito dalla guerra e arrivato in Italia nel 2016, leggerà alcune poesie tratte dal suo primo libro “Dall’Hindu Kush alle Alpi. Viaggio di un giovane afghano verso la libertà”, pubblicato lo scorso maggio.

 

 

La storia di Fawad è simile a quella di tanti uomini e donne che in questi anni sono arrivati in Italia da lontano. Partito da Kabul, capitale dell’Afghanistan dilaniata dalla guerra, ha attraversato la rotta balcanica, con lunghe soste in campi profughi e trattenuto in arresto per ben due volte in Iran e in Bulgaria. Fawad è riuscito ad arrivare in Germania e poi in Italia a Pordenone, dove vive e lavora come mediatore culturale e interprete.

Ha imparato l’italiano e questo è il suo primo libro scritto per “tutto il mondo, nella sua interezza e globalità, non per un Paese o per una categoria di persone.  Come ciascuno di noi, faccio e potrò far parte di qualsiasi società, perché tutti apparteniamo a una sola Umanità.”


La giornata si concluderà alle 14.30 con una performance teatrale a cura dell’associazione “ArteMigrante” che opera per l’inclusione sociale e l’intercultura.

 

Per info: cell. 328 8227274 - cmv.bologna@gmail.com